Un’agricoltura diversa riscopre le tradizioni

citiamo l’articolo qui di seguito comparso sul Giorno ed edito da Gabriela Garbellini

<<Recuperare le tradizioni dei nostri antenati per instaurare un rapporto armonioso tra l’uomo e la terra>>. Questo è l’obiettivo dell’associazione More Maiorum, blazata agli onori delle cronache nelle settimane scorse, quando i suoi membri hanno denunciato l’estirpo di alcuni ulivi piantati in un terreno da loro coltivato nel Comune di Berbenno.Un gesto incivile che non ha instaccato la fiducia di tutti gli associati.

A parlare, a nome del sodalizio, è Francesco Mondora: <<Abbiamo piantato i nostri cento ulivi nel 2005 in una vigna abbandonata che abbiamo successivamente recuperato. Purtroppo una mattina abbiamo trovato tutta una fila di ulivi devastati. Un gesto sicuramente che deriva dall’ignoranza. Un affronto della nostra cultura secolare e chi ha compiuto questo gesto offende la nostra storia e la nostra cultura prima di ledere la pianta. Purtroppo, nei conti di More Maiorum non avevamo messo a bilancio il modello barbaro con il quale i nostri ulivi sono stati trattati. Ma la ferita che tale atto ha creato ci dà l’energia per guardare avanti con più forza e con più vigore, proprio come avrebbero fatto i nostri avi>>.

Il riferimento alle tradizioni del passato è centrale nella filosofia che anima i membri dell’associazione e si capisce già dal nome. More Maiorum è infatti, una frase latina che in italiano suona più o meno <<secondo l’uso degli antenati>>. Gli otto membri dell’associazione producono, prevalentemente a Pedemonte, mais, segale, miele e ortaggi per il proprio autoconsumo.

More Maiorum persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale ed è nata con l’intento di ristabilre un rapporto tra le persone e il territorio. Seguendo il suo patto con la natura, l’associazione nei suoi prima anni di vita, ha portato avanti progetti riguardanti il ripristino di terreni incolti, la reintroduzione di colture ormai abbandonate, come per esempio quella della segale, la produzione di prodotti di qualità tra cui olio, vino e miele, la sperimentazione di nuove tecniche produttive. Ed è prioptio questo ultimo punto quello sul quale More Maiorum sta, sempre maggiormente, rivolgendo le sue forze, is suoi studi e le sue attività.

Per questo motivo More Maiorum sta trasformando le sue colture, ora biologiche, in colture biodinamiche, utilizzando così esclusivamente metodi e sistemi sostenibili fondati sulla visione spirituale antroposofica del mondo elaborata dal filosofo austriaco Rudolf Steiner. <<La biodinamica va assunta non solo come un differente metodo per l’agricoltura o l’allevamento, ma come un modo di pensare e di agire che non solo utilizza le forze naturali ma che arriva ad aiutare e stimolare la natura stessa grazie alla conoscenza dei processi vitali che vi si svolgono>> spiega Mondora.

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