Teatro di Marionette

teatro marionette

Domenica, 16 gennaio 2011

Presso la scuola Rachetti in via Vanoni a Sondrio. A partire dalle ore 15,00.

Il gruppo di teatro di figura Il Pitelagico, rappresenta la fiaba dei fratelli Grimm intitolata “La Palla di Cristallo” con marionette realizzate dal gruppo stesso, secondo i principi filosteineriani.

Il primo spettacolo inizia alle ore 15,00 e dura circa 25-30 minuti. Il gruppo di teatro è nato nel 1998 nell’ambito dell’asilo steineriano GiroGiroTondo di Milano, propone fiabe tratte dalla tradizione popolare, tra le quali quelle dei Fratelli Grimm, che per stile, contenuto e struttura sono particolarmente adatte a rendere ricca la vita interiore del bambino.

In questo tipo di creazione artistica l’essere umano viene coinvolto in modo armonico: ciò che le fiabe esprimono ci riporta alle più profonde esperienze dell’anima.

Lo spettacolo è particolarmente indicato per bambini nel primo settennio e ai loro genitori.

Al termine dello spettacolo è possibile degustare una merenda a base di prodotti biologici e biodinamici


Il contributo minimo richiesto è pari € 3,00 a persona.

La prenotazione è obbligatoria e può avvenire contattando Lucia: lucia.longoni@moremaiorum.org oppure recandosi presso uno dei due centri di raccolta: Mail Boxes Ect di via Trento 18 a Sondrio o Airone Verde di Via Garibaldi, 21 a Morbegno.

Contribuiscono a sostenere l’evento:

Cena Biodinamica – Hotel Altavilla a Bianzone

Cena Biodinamica in Valtellina

Giovedì 25 marzo 2010, ore 20.00,

presso il Ristorante Altavilla di Anna Bertola, via Ai Monti 46, Bianzone (SO)

L’Associazione More Maiorum, in collaborazione con il ristorante Altavilla, l’azienda biodinamica Oasi Galbusera Bianca e l’azienda vinicola La Torre, organizza la prima cena a base di prodotti biodinamici e biologici in Valtellina.

A scelta è possibile degustare il menù vegetariano oppure il menù di carne, così composti:




MENU DI CARNE


- Salumi con verdure sott’olio
- Risotto mantecato allo “spettinato”
- Fettuccine di farina di farro al ragout di carne
- Bollito misto
- Formaggi accompagnati da confetture
- Crostata rustica di mele con farina di farro

MENU VEGETARIANO


- Sformatino di verdure con verdure sott’olio
- Risotto mantecato allo “spettinato”
- Fettuccine di farina di farro al ragout di verdure
- Quiche di verdure
- Formaggi accompagnati da confetture
- Crostata rustica di mele con farina di farro


Le pietanze sono accompagnate da vini biologici dell’azienda La Torre di Poschiavo.
Il prezzo del menù è pari a 38 euro a persona, vini compresi. Una parte del ricavato sarà devoluto in solidarietà.


Per partecipare è obbligatoria la prenotazione, telefonando ad


Anna: 0342 720 355 oppure a Lucia: 335 7377 032


o scrivendo a cena@moremaiorum.org oppure tramite la registrazione online, entro il 15 marzo 2010


E’ possibile prenotare anche un sacchetto degustazione, da ritirare a fine cena, contenente:


Al costo di 27€

In loco è possibile acquistare senza prenotazione i vini dell’azienda La Torre.

Controllo Biodinamico del Grillotalpa

tratto dall’articolo di Paolo Pistis:
“Il grillotalpa è un insetto terricolo non tanto amato dalle nostre piante. Vive nell’orto e nel giardino ai bordi di aiuole non lavorate; nel terreno scava gallerie profonde anche un metro, con vari cunicoli, e durante le sue esplorazioni divora le giovani piantine, facendo una strage di fiori e ortaggi. La sua presenza si rico nosce perché lascia gallerie superficiali grosse come un dito e radici morsicate nella zona del colletto; dove passa non c’è pianta che gli resista, soprattutto se le pianticelle sono giovani. Può vivere molto tempo e non andarsene più via dal nostro giardino!”
Le cause della sua presenza
Spesso il grillotalpa viene dai terreni limitrofi, oppure viene immesso accidentalmente quando si concima con compost poco trasformato.
Più sovente viene attirato da residui colturali abbandonati nel terreno, come radici, pezzetti di patate, carote, ravanelli e altre parti di pianta “dolce” o ricca di amidi che solitamente vengono fatte seccare in superficie prima di essere interrate. Un cumulo di materiale organico o un compost mal fatto è il luogo preferito dal grillotalpa per fissarvi la propria base.
I vari metodi di controllo
Spesso contro il grillotalpa si usano esche avvelenate, ma non è una buona cosa, perché l’esca potrebbe avvelenare o comunque intossicare
anche i nemici naturali del grillotalpa: il riccio, i gatti selvatici, gli uccelli e altre specie quando mangiano il grillotalpa. Inoltre le esche tossiche entrano nel terreno con le piogge e anche questo non è certo un bene. Occorrono dunque metodi alternativi, che tengano conto dell’ambiente e degli equilibri
dell’ecosistema.
Innanzitutto bisogna catturare qualche esemplare di grillotalpa, procedendo così:
recuperare una bottiglia vuota di plastica, di quelle per l’acqua minerale, e tagliarla a metà
posizionare la bottiglia nel terreno in modo che la parte superiore sia a filo terra
al suo interno mettere delle esche: un pezzettino di carota, di patata, di mela, anche la birra può fungere da esca
coprire il tutto con una tegola a coppo, sia per creare oscurità all’interno, sia per ripare in contenuto ed evitare che vi entri la pioggia
posizionare le diverse trappole ai bordi delle aiuole, una ogni 20 mq circa
controllare quotidianamente; le prime catture non arriveranno subito, ma con un po’ di pazienza, solo dopo qualche giorno e probabilmente contemporaneamente troveremo anche molte lumache!
infine liberare i lombrichi che accidentalmente potrebbero essere stati catturati
Se la trappola ha successo, questo è gia un inizio di controllo; tuttavia gli esemplari catturati devono essere conservati in un vasetto di vetro per poi essere bruciati.
Aquesto punto inizia la tecnica biodinamica:
- avvolgere nella carta gli esemplari di grillotalpa catturati, e porli in un angolo del caminetto, accendere un
fuocherello e bruciare gli insetti in un periodo ben definito dal calendario biodinamico: sole in Toro e luna in Scorpione (vedi calendario biodinamico)
- raccogliere le ceneri, sia del grillotalpa che della legna impiegata per bruciare, che devono essere bianche,
simili alla calce e setacciate senza carboncino
- mettere la cenere in un mortaio e mescolare con pazienza per un’ora, dinamizzando, ricordando che si
tratta di un’azione molto importante e che il risultato si potrà conservare per molto tempo, e avrà un raggio
d’azione molto vasto (la dinamizzazione in mortaio deve essere fatta da una sola persona)
- mettere poi la cenere dinamizzata, che può somigliare al pepe in polvere, in una “pepiera”, un vasetto cioè
con un coperchio ricco di fori
- “pepare” infine il terreno circostante, facendo in modo che un po’ di cenere finisca anche al suolo; una pepata ha un largo raggio e basterà per 20 mq circa.
Ripetiamo l’operazione una volta per stagione, anche quando il grillotalpa non ci sarà più.
La cenere ottenuta impregna la zona trattata di “tossine” minerali che, in dosi infinitesimali, non crea
nessun problema all’uomo, ma disturba il grillotalpa che percepisce l’area come ostile per la propria sede di riproduzione. Cosi facendo e proseguendo con questa tecnica l’insetto cercherà altri insediamenti e non gradirà stare nel nostro orto o giardino.
Nell’eseguire questa operazione, se inizialmente non ci si sente sicuri, è bene fermarsi alla fase di cattura e non procedere alla fase d’incenerimento, che deve essere fatta con la massima precisione e cura, pena l’inefficacia del rimedio.*
* Presso la fondazione “Le Madri” si tengono corsi specifici sulle tecniche biodinamiche: www.fondazionelemadri.it

tratto dall’articolo di Paolo Pistis disegni di Daniela Baldoni:

“Il grillotalpa è un insetto terricolo non tanto amato dalle nostre piante. Vive nell’orto e nel giardino ai bordi di aiuole non lavorate; nel terreno scava gallerie profonde anche un metro, con vari cunicoli, e durante le sue esplorazioni divora le giovani piantine, facendo una strage di fiori e ortaggi. La sua presenza si rico nosce perché lascia gallerie superficiali grosse come un dito e radici morsicate nella zona del colletto; dove passa non c’è pianta che gli resista, soprattutto se le pianticelle sono giovani. Può vivere molto tempo e non andarsene più via dal nostro giardino!”

Le cause della sua presenza

Spesso il grillotalpa viene dai terreni limitrofi, oppure viene immesso accidentalmente quando si concima con compost poco trasformato.

Più sovente viene attirato da residui colturali abbandonati nel terreno, come radici, pezzetti di patate, carote, ravanelli e altre parti di pianta “dolce” o ricca di amidi che solitamente vengono fatte seccare in superficie prima di essere interrate. Un cumulo di materiale organico o un compost mal fatto è il luogo preferito dal grillotalpa per fissarvi la propria base.

I vari metodi di controllo

Spesso contro il grillotalpa si usano esche avvelenate, ma non è una buona cosa, perché l’esca potrebbe avvelenare o comunque intossicare

anche i nemici naturali del grillotalpa: il riccio, i gatti selvatici, gli uccelli e altre specie quando mangiano il grillotalpa. Inoltre le esche tossiche entrano nel terreno con le piogge e anche questo non è certo un bene. Occorrono dunque metodi alternativi, che tengano conto dell’ambiente e degli equilibri dell’ecosistema.

grillotalpa-biodinamica

Innanzitutto bisogna catturare qualche esemplare di grillotalpa, procedendo così:

  • recuperare una bottiglia vuota di plastica, di quelle per l’acqua minerale, e tagliarla a metà
  • posizionare la bottiglia nel terreno in modo che la parte superiore sia a filo terra
  • al suo interno mettere delle esche: un pezzettino di carota, di patata, di mela, anche la birra può fungere da esca
  • coprire il tutto con una tegola a coppo, sia per creare oscurità all’interno, sia per ripare in contenuto ed evitare che vi entri la pioggia
  • posizionare le diverse trappole ai bordi delle aiuole, una ogni 20 mq circa
  • controllare quotidianamente; le prime catture non arriveranno subito, ma con un po’ di pazienza, solo dopo qualche giorno e probabilmente contemporaneamente troveremo anche molte lumache!
  • infine liberare i lombrichi che accidentalmente potrebbero essere stati catturati

Se la trappola ha successo, questo è gia un inizio di controllo; tuttavia gli esemplari catturati devono essere conservati in un vasetto di vetro per poi essere bruciati.

A questo punto inizia la tecnica biodinamica:

  • avvolgere nella carta gli esemplari di grillotalpa catturati, e porli in un angolo del caminetto, accendere un fuocherello e bruciare gli insetti in un periodo ben definito dal calendario biodinamico: sole in Toro e luna in Scorpione (vedi calendario biodinamico)
  • raccogliere le ceneri, sia del grillotalpa che della legna impiegata per bruciare, che devono essere bianche, simili alla calce e setacciate senza carboncino
  • mettere la cenere in un mortaio e mescolare con pazienza per un’ora, dinamizzando, ricordando che si tratta di un’azione molto importante e che il risultato si potrà conservare per molto tempo, e avrà un raggio d’azione molto vasto (la dinamizzazione in mortaio deve essere fatta da una sola persona)
  • mettere poi la cenere dinamizzata, che può somigliare al pepe in polvere, in una “pepiera”, un vasetto cioè con un coperchio ricco di fori
  • “pepare” infine il terreno circostante, facendo in modo che un po’ di cenere finisca anche al suolo; una pepata ha un largo raggio e basterà per 20 mq circa.

grillotalpa-biodinamica-1

Ripetiamo l’operazione una volta per stagione, anche quando il grillotalpa non ci sarà più.

La cenere ottenuta impregna la zona trattata di “tossine” minerali che, in dosi infinitesimali, non crea nessun problema all’uomo, ma disturba il grillotalpa che percepisce l’area come ostile per la propria sede di riproduzione. Cosi facendo e proseguendo con questa tecnica l’insetto cercherà altri insediamenti e non gradirà stare nel nostro orto o giardino.

Nell’eseguire questa operazione, se inizialmente non ci si sente sicuri, è bene fermarsi alla fase di cattura e non procedere alla fase d’incenerimento, che deve essere fatta con la massima precisione e cura, pena l’inefficacia del rimedio.*

* Presso la fondazione “Le Madri” si tengono corsi specifici sulle tecniche biodinamiche: www.fondazionelemadri.it

L’articolo originale è disponibile in PDF: Controllo Biodinamico del Grillotalpa

Un’agricoltura diversa riscopre le tradizioni

citiamo l’articolo qui di seguito comparso sul Giorno ed edito da Gabriela Garbellini

<<Recuperare le tradizioni dei nostri antenati per instaurare un rapporto armonioso tra l’uomo e la terra>>. Questo è l’obiettivo dell’associazione More Maiorum, blazata agli onori delle cronache nelle settimane scorse, quando i suoi membri hanno denunciato l’estirpo di alcuni ulivi piantati in un terreno da loro coltivato nel Comune di Berbenno.Un gesto incivile che non ha instaccato la fiducia di tutti gli associati.

A parlare, a nome del sodalizio, è Francesco Mondora: <<Abbiamo piantato i nostri cento ulivi nel 2005 in una vigna abbandonata che abbiamo successivamente recuperato. Purtroppo una mattina abbiamo trovato tutta una fila di ulivi devastati. Un gesto sicuramente che deriva dall’ignoranza. Un affronto della nostra cultura secolare e chi ha compiuto questo gesto offende la nostra storia e la nostra cultura prima di ledere la pianta. Purtroppo, nei conti di More Maiorum non avevamo messo a bilancio il modello barbaro con il quale i nostri ulivi sono stati trattati. Ma la ferita che tale atto ha creato ci dà l’energia per guardare avanti con più forza e con più vigore, proprio come avrebbero fatto i nostri avi>>.

Il riferimento alle tradizioni del passato è centrale nella filosofia che anima i membri dell’associazione e si capisce già dal nome. More Maiorum è infatti, una frase latina che in italiano suona più o meno <<secondo l’uso degli antenati>>. Gli otto membri dell’associazione producono, prevalentemente a Pedemonte, mais, segale, miele e ortaggi per il proprio autoconsumo.

More Maiorum persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale ed è nata con l’intento di ristabilre un rapporto tra le persone e il territorio. Seguendo il suo patto con la natura, l’associazione nei suoi prima anni di vita, ha portato avanti progetti riguardanti il ripristino di terreni incolti, la reintroduzione di colture ormai abbandonate, come per esempio quella della segale, la produzione di prodotti di qualità tra cui olio, vino e miele, la sperimentazione di nuove tecniche produttive. Ed è prioptio questo ultimo punto quello sul quale More Maiorum sta, sempre maggiormente, rivolgendo le sue forze, is suoi studi e le sue attività.

Per questo motivo More Maiorum sta trasformando le sue colture, ora biologiche, in colture biodinamiche, utilizzando così esclusivamente metodi e sistemi sostenibili fondati sulla visione spirituale antroposofica del mondo elaborata dal filosofo austriaco Rudolf Steiner. <<La biodinamica va assunta non solo come un differente metodo per l’agricoltura o l’allevamento, ma come un modo di pensare e di agire che non solo utilizza le forze naturali ma che arriva ad aiutare e stimolare la natura stessa grazie alla conoscenza dei processi vitali che vi si svolgono>> spiega Mondora.

L’articolo è scaricabile: Un’agricoltura diversa riscopre le tradizioni