La Valle scopre l’agricoltura biodinamica
Mondora, dell’associazione More Maiorum, spiega: “E’ una filosofia di approccio alla terra“
Bianzone. Si chiama biodinamica ed è un tipo di agricoltura “vecchia ma allo stesso tempo estremamente nuova“. Almeno così la definisce Michele Mondora, dell’associazione More Maiorum di Berbenno. Un modo di approcciarsi alla terra che “mette l’uomo al centro” e che punta “alla ricerca del benessere“. Giovedì 25 marzo, alla Locanda Altavilla di Bianzone, i dettami di questo metodo di coltivazione si sono trasformati in una cena. La prima con prodotti biodinamici in Valtellina.
Ad organizzarla, l’associazione e Anna Bertola della locanda Altavilla, con la collaborazione di alcune aziende che hanno messo a disposizione i prodotti: La Torre di Marcel Zanolari con i suoi vini, la Cascine Orsine di Bereguardo ( riso e carne ), il Poggio di Campo Albina ( cereali e formaggi ) e l’Oasi di Galbusera Bianca ( marmellate ). Il tutto per trasportare i partecipanti in un’esperienza che non è solo gastronomica, ma di impegno e riscoperta dei sapori.
“La nostra associazione ha come intento quello di preservare e mantenere l’uso dei terreni agricoli compresi tra San Pietro e Ardenno – spiega Mondora – E lo vogliamo fare attraverso un tipo di agricoltura che utilizzi esclusivamente metodi e sistemi sostenibili fondati sugli insegnamenti elaborati dal filosofo austriaco Rudolf Steiner negli Anni Venti del secolo scorso“.
Un’agricoltura che parte dall’osservazione, dalla volontà di mettere l’uomo in relazione con la terra e gli animali, ma anche con i pianeti e il cosmo intero. Applicando questa ricerca del benessere ad agricoltura e allevamento del bestiame. Con il fine di trovare quell’equilibrio che l’agricoltura convenzionale ha perso.
“Questo consente di avere a disposizione prodotti migliori sotto un profilo organolettico – aggiunge – Che, a differenza di quelli tradizionali, non danno intolleranze come, ad esempio il latte.“
Senza dimenticare gli aspetti fondamentali del gusto e del rapporto diretto con la sostenibilità ambientale, il rispetto del territorio e la possibilità di avere a disposizione, anche attraverso i Gruppi di Acquisto Solidali, di prodotti “sicuri”. Che consentano anche il giusto riconoscimento a chi coltiva la terra.
