Il preparato è anche definito Oro-Incenso e Mirra
Si prendano 30g di:
- oro – aurum metallicum D2 (Weleda)
- incenso (olibanum)
- mirra (Myrrha)
Queste tre sostanze sono finemente macinate in un mortaio di porcellana per un’ora e poi mescolate bene con 50g di acque piovane e di glicerina derivante da grassi organici per poi produrre una emulsione.
La preparazione può essere utilizzata immediatamente o conservata per un uso futuro. Se conservata adeguatamente – in un contenitore ermetico in un luogo buio, fresco e asciutto – la preparazione manterrà la sua potenza per anni.
Applicazione
Mixare 5cc di preparato con circa 8 litri di acqua calda (circa 40°) o di acqua di stagno scaldata dal sole. La miscela deve essere versata in un contenitore non metallico – è preferibile il legno – e dinamizzata per un’ora. Durante la dinamizzazione dovrebbe esserci nella coscienza dell’uomo che dinamizza l’effetto previsto dal preparato.
Il preparato deve essere spruzzato subito dopo la dinamizzazione, nel pomeriggio del giorno 6 gennaio.
Al fine di creare un ‘cerchio magico’, la persona che spruzza segue il confine della proprietà, fermandosi ogni 5 metri e spruzzando verso l’interno verso la vicina terra. Per ogni kilometro di confine sono necessari 2 litri di preparato.
Nota: i tre Re Magi, come iniziati di saggezza e mistero, hanno portato in dono al bambino Ges§ a Betlemme Oro, incenso e mirra.
Secondo Rudolf Steiner:
- l’Oro è il simbolo del potere esoterico sapienzale;
- l’incenso era il simbolo del Mondo dell’Etere che tesse intorno a noi su tutti i lati con un ‘gesto’ o ‘l’intenzione di sacrificio, e in cui lo Spirito è vita;
- la Mirra era il simbolo della vittoria della vita sulla morte.
In un’altra occasione, Rudolf Steiner descrisse i doni dei Re Magi in un modo diverso. L’Oro è stato il simbolo per la saggezza del passato, l’incenso il simbolo della caducità del presente, che si modellò come offerta di sacrificio nel costante apparire e sparire (di sostanze, ma anche di pensieri, sentimenti etc.) che prendono atto in un momento preciso, sospeso tra il passato e il futuro. Da questo punto di vista la Mirra può essere vista come il simbolo o il segno di queste forze che portano nel futuro.
Queste tre sostanze sono state viste dagli iniziati di ogni tempo come il simbolo per la consapevolezza dell’attività spirituale che succede dietro alle apparenze fisiche-sensoriali.
Nel preparato dei Tre Re, queste tre sostanze sacre opportunamente preparate, si offrono come regalo sacrificale e come simboli di riconoscimento del lavoro degli esseri spirituali nella sfera terrena. Questa offerta è nello stesso momento l’invocazione della Santa Trinità, che ha come risultato che quegli esseri elementari che credono o che sono diventati maligni siano rigettati e, ritirandosi, perdano il loro potere.
Quando usiamo il preparato dei Tre Re, chiediamo l’aiuto del mondo spirituale per superare le minacce e le forze nocive.
Creiamo un ‘cerchio magico’, che è riconosciuto come tale dagli esseri malevoli che diventano consapevoli del fatto che il loro sforzo maligno è stato visto ed identificato. Ciò li costringe a ritirasi di fronte alla potenza del cerchio magico.
Nel lavoro pratico in fattoria abbiamo più volte visto chiaramente che tali elementi, come gelate invernali, siano portati a fermarsi sul bordo del cerchio magico contrassegnato dal preparato dei Tre Re.
Rispetto alla evoluzione umana, il momento spiritualmente appropriato per offrire ceneri appartiene al passato. Maggiormente appropriate oggi, e maggiormente efficaci, sono le offerte fatte con acqua. Questa è la ragione per cui una forma acquosa per le sostanze sacrificali si riferisce al preparato dei Tre Re.
Questo corrisponde al passaggio da una esistenza umana ‘ai sensi della Legge’ ad una in grado di partecipare alla Grazia espressa anche nella tradizione dalla offerta delle ceneri, fino alla offerta del pane e del vino. L’uso di questo preparato emerge dalla necessità spirituale; presuppone che chi esegue il preparato sia totalmente consapevole del significato e della grande responsabilità del quale è portatore.

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