Agricoltura e viticoltura biodinamica a Bianzone

C’erano più di 25 persone, la sala era confortevole e il tetto in legno scaldava l’ambiente. Sabato 4 febbraio era fuori freddo, ma il clima che sottintendeva tutti i partecipanti lo scaldava. Apre Marcel Zanolari presentando la sua realtà, presentando il suo modo di lavorare e il costante impegno per riuscire a rendere l’agricoltura un lavoro vivente oltre che a un lavoro ecologico. Poi è seguito l’intervento di Francesco Mondora, che ha iniziato a parlare di quello che è l’agricoltura biodinamica. Le distinzioni profonde tra agricoltura convenzionale, agricoltura biologica e biodinamica sono rappresentate come una vasca di Karl Popper che contiene un fluido colloidale dove i moti Browniani governano. Il rapporto tra cielo e la terra e le forze esterne, che passano attraverso la Biosfera, riescono ad attivare la vita. I preparati biodinamici e le tecniche biodinamiche mediate dall’uomo facilitano questi processi e la convivenza con diversi spiriti.

Interviene poi, Maurizio Peruzzi, presidente dell’Associazione per la Cristallizzazione Sensibile. Parla di qualità desumibile della forma e mostra delle forme che si ottengono attraverso la Cristallizzazione e la Dinamolisi Capillare. Durante questo intervento sono paragonate le analisi fatte su prodotti convenzionali, prodotti biologici e prodotti biodinamici. Ci si rende immediatamente conto, che la struttura e la forma della sostanze biodinamiche è nettamente integra, robusta e forte.
L’intervento di Maurizio termina con il pranzo. Un pranzo in cui tutti hanno aiutato a preparare i tavoli, apparecchiare e stappare le bottiglie di vino.

A un incontro di viticoltura biodinamica non può di certo mancare il vino! Così sulla tavola c’erano bottiglie di Marcel Zanolari e bottiglie di Patrick Uccelli il quale riprende il pomeriggio parlando di vigna e parlando del suo modo di lavorare la vigna. L’esposizione di Patrick fa già percepire come l’agricoltore sia mediatore e anche responsabile per un rapporto armonioso del lavoro in vigna. La potatura e la sgarzatura sono momenti importanti durante la lavorazione della vite e solo un equilibrio, quasi interiore, permette di riuscire a condurre la crescita della pianta secondo le direttive dell’agricoltore.

Continua Michele Baio, consulente Biodinamico e responsabile della Sezione Biodinamica Lombardia. Michele parla del preparato 500 e del preparato 501 e sottolinea come questi preparati lavorino sulle micorizze e il terroir. Si apre una discussione sull’uso dei preparati e il rapporto che c’è tra l’agricoltore e la terra mediante i preparati.

Il pomeriggio continua e si conclude con Michele Mondora che espone in maniera proverbiale il rapporto con le materie organiche e i preparati da cumulo nella loro intensità sociale. Sebbene l’intensità della giornata, tutti partecipanti sono ben presenti e continuano a mantenere la concentrazione e l’interesse.

Il giorno dopo è la giornata in cui si va in campo. Dalle persone che hanno partecipato all’incontro del giorno precedente, traspare entusiamo, piacere e alcuni confermano che hanno lavorato tutta la notte nei loro sogni a distribuire preparati e a dinamizzare.

Il tenore inizia subito a farsi alto quando Patrick Uccelli inizia a raccontare il processo linfatico all’interno di una pianta; i ragionamenti portano a una normale considerazione su come si debbano favorire i processi linfatici della pianta nel verticale e i processi produttivi nella orizzontale partendo da una corona e da delle gemme basali. I viticoltori presenti maturano la consapevolezza che il lavoro di potatura invernale non può realizzarsi se non con un buon accompagnamento di sgarzatura estiva. Il conduttore deve essere sempre lo stesso che con lo stesso principio e la stessa qualità di buon senso riesca continuamente ad educare una vite nel suo progresso. Il lavoro dell’agricoltore è una rispondenza armonica del ciclo ritmico della pianta stessa. I lavori hanno continuato in campo, dove tutti armati di forbice da potare hanno potuto iniziare a cercare le corone e iniziare a regolare la vita della pianta. Il clima era buono, anche se le previsioni davano un ribasso di temperatura piuttosto incisivo, durante l’uscita mattutina c’erano 1 gradi. Il pomeriggio, dopo un pranzo a base di pizzoccheri, siamo passati a potare il vitigno dominante della Valtellina: il nebbiolo.

La potatura della pianta è quindi vista come un atto di rinascita con il minor impatto sul male che la pianta subisce e quindi un alleggerimento per il futuro stesso rispettando le condizioni linfatiche della pianta stessa.

Agricoltura, Viticoltura ed esperienze di potatura soffice

Corso di Agricoltura, Viticoltura Biodinamica e Potatura Soffice

Sabato 4 febbraio: Agricoltura, Viticoltura Biodinamica. Questa serie di incontri sono aperti ad agricoltori, hobbysti e consumatori che vogliono approfondire le tematiche legate alla agricoltura e alla viticoltura. Saranno affrontati anche temi come la qualità del vino biodinamico.
  •   9.30 – Apertura dei lavori
  • 10.00 – Una agricoltura sostenibile anche economicamente senza chimica è possibile? Relatore Marcel Zanolari – produttore biologico
  • 10.30 – L’agricoltura Biologica dinamica. Relatore Francesco Mondora produttore biodinamico.
  • 11.30 – La qualità alimentare e del vino con la cristallizzazione sensibile. Relatore Maurizio Peruzzi ricercatore.
  • 13.00 – Pranzo a base di polenta o pizzoccheri
  • 14.00 – La relazione tra le piante e l’uomo. Relatore Patrick Uccelli viticoltore biodinamico e consigliere Associazione Biodinamica Italiana
  • 15.30 – I preparati biodinamici e la loro azione sulle piante. Relatore Michele Baio consulente biodinamico
  • 16.30 – Il compostaggio e il cumulo. Relatore Michele Mondora produttore biodinamico.
  • 17.45 – Chiusura di lavori
Domenica 5 febbraio: la potatura Soffice – elementi teorici e pratici in vigna. E’ necessario essere abbigliati adeguatamente per l’attività all’aperto e forbice e guanti.
Potare è un’arte che ormai si è persa, durante questa giornata Patrick Uccelli racconterà il metodo di potatura soffice utilizzato nei suoi vigneti.
La mattina si passerà studiando le dinamiche di crescita della pianta e il processo di ringiovimento.
Il pomeriggio si andrà in vigna a fare i tagli di potatura dove si potrà lavorare in campo a ringiovanire le piante.


L’accesso è a libero contributo con un minimo di 50€ a giornata procapite.
L’evento si terrà a Bianzone in Provincia di Sondrio presso il Centro Sportivo “Omar e Pietro”.
E’ necessario prenotare al numero verde 800 180 494 oppure via email a info@moremaiorum.org

Il nostro Campo – a gennaio 2012

Dal 16 ottobre quando abbiamo seminato, il nostro campo è stato visitato più volte. Almeno una volta alla settimana lo stiamo visitando. Possiamo confermare che gli esseri elementari ci stanno aiutando e vogliamo renderne grazie. Ogni volta che entriamo nel campo dentro di noi ritornano i pensieri della semina collettiva, dei canti che erano a corollario e della magnifica giornata che abbiamo passato assieme.

Durante le 13 notti sante che vanno dal giorno di Natale al 6 gennaio in una delle nostre visite abbiamo voluto distribuire il preparato 501 sul grano. Quando ci accingiamo a distribuire il preparato di cornosilice, lo dinamizziamo per 1 ora all’aperto. Il processo di dinamizzazione è un processo che facciamo cercando di focalizzare il nostro pensiero rispetto alla Terra e alla qualità con la quale la Terra ci ridà i prodotti. La mattina che abbiamo distribuito il preparato 501 era una mattina in cui il Sole arrivava timidamente. Abbiamo spruzzato il preparato sopra tutto il campo e la soluzione vaporizzata veniva presa dal cielo portata in aria e poi sembrava che lassù qualcuno la stendesse per poi ricadere. I raggi del sole entravano questi fini corpuscoli di acqua che piovevano sopra al nostro campo di grano: sembrava che piovessero delle Gocce di Sole sopra il manto di frumento. I colori di questa operazione variavano e stabilivano un bellissimo arcobaleno che poi pioveva a terra come frammento solare.


Il 6 gennaio, nella visita successiva, abbiamo voluto ringraziare tutte le persone, tutti gli esseri, abbiamo riportato un pensiero ai defunti  distribuendo il preparato dei Tre Re. Il Preparato di Tre Re è un preparato a base di Oro, Incenso e Mirra che abbiamo preparato l’anno scorso nella notte del 31/12 tra le 23.30 e le 00.30. Abbiamo miscelato il preparato in acqua di fonte scaldata a 37 gradi e l’abbiamo distribuito su tutto il perimetro del campo che abbiamo seminato. La natura è ferma, la giornata è fredda e ci sono zero gradi e c’è aria di neve. Ogni cinque passi una spruzzata a terra del preparato. Ad ogni spruzzata il profumo inebriante della mirra e dell’incenso pervadono l’aria che con il freddo sembra che voglia catturarla e trattenerla il più vicino alla Terra. Abbiamo anche quasi l’impressione che ci siano delle forze ben precise che stiano trattenendo questi profumi e che le vogliano immagazzinare dentro alla Terra.

Il grano ora è fermo e le gelate l’hanno, per ora, freddato. L’inverno è ancora lungo e un po’ di neve farebbe molto comodo.

6 gennaio 2012 – Il preparato dei tre re

A ogni inizio anno, ogni 6 gennaio, faccio un “regalo” spruzzando il Preparato dei Tre Re.

E’ un momento di massima gratitudine verso la terra per la sua abbondanza e per la promessa rinnovata di lavorarla per questo anno che sta venendo e per i frutti che ci darà.

Ho iniziato a preparare il l’acqua verso le 2 del pomeriggio, ho preso acqua di fonte scaldata a 37 gradi. Poi ho sciolto 5,6cl di preparato che conservavo dall’anno scorso.

Generalmente sono scherzoso, ma quando faccio queste cose, dentro di me mi passano tanti pensieri e i toni diventano sempre piuttosto seri. Ho iniziato a dinamizzare l’acqua all’aperto; fuori c’erano circa zero gradi ed io ero già pronto con scarponi pronto per andare a spruzzare il perimetro delle nostre coltivazioni. L’aroma che usciva dall’acqua era davvero sublime, quasi estatico. Il vortice che si svolgeva nell’acqua era davvero magnifico e ad ogni rottura per il cambio di senso, sprigionava nuova vita e nuova forza. Ho continuato per un’ora assorto nei miei pensieri. Dopo 45 minuti è arrivata Annamaria, la madre di mia Lucia. Mi ha chiesto cosa stavo facendo e le ho risposto che stavo preparando un veicolo di luce per la Terra.

Lei ha saggiamente commentato di portare un po’ di luce alle persone e mi ha lasciato continuare a pensare che la luce sarebbe effettivamente arrivata alle persone anche con i cibi che coltiviamo attraverso la gratitudino.

Spero che il preparato dei Tre Re porti illuminazione a tutti noi su questa terra e a tutta l’umanità consapevole che la vita sulla Terra è sacra.

Dopo un’ora è arrivato Michele e ci siamo ripartiti l’acqua. Le nostre proprietà sono distribuite in molti lotti piccoli e di montagna. In due si riesce ad essere più veloci e più efficaci.
Lucia mi ha accompagnato alla Mazzuna e ho cominciato a fare il primo cerchio magico attorno all’orto. Così ho continuato per la vigna e per l’uliveto, le restanti vigne e l’oasi biodiversa. Michele ha fatto così nei campi di cereali e nei prati lasciati a riposo.

Intanto che spruzzo il Mistero che contengo nella pompa a spalla, il cielo cambia colore. Sembra che voglia nevicare, ma d’un tratto, proprio su di noi, è come se si apra e quella foschia di neve diventa di color ambra. I raggi piovevano dentro di noi: Lucia era con me che ha approfittato della mia visita alle lande per condividere questo grande momento di fioritura.

Sopra i nostri campi si è evidenziato un arco di luce che si è visualizzato in una semisfera che contiene tutto il vivente su questa Terra, sulla mia famiglia e su di me, sugli uccelli, sugli insetti, sulle piante in tutte le loro varietà e sul reame degli esseri elementari e degli spriti con i quali condividiamo questa esperienza.

Nel mio modo di vedere, stiamo tutti fiorendo.

Ho visualizzato durante lo spruzzo, tutte le persone care che sono defunte e le ho ringraziate. Sento il loro amore. Tutto è uno, connesso in maniera intrinseca con tutto il resto.

L’uomo nato per coltivare

I biodinamici sono un popolo che sono ben descritti da Wendell Berry. Sono nati per coltivare e coltivano mettendo le mani nella terra: la loro droga divina. Coltiva contemporaneamente la terra e lo spirito: il suo spirito e lo spirito di chi saprà poi prendere da ciò che la terra gli a ridato. Questi pensieri accomunano questo nuovo popolo, questa razza che riesce a muoversi nel buio grazie alla luce.


L’uomo nato per coltivare

Il piantatore di alberi, il giardiniere,
l’uomo nato per coltivare,
le cui mani si protendono sotto terra e germogliano,
per lui il terreno è una droga divina.
Entra nella morte ogni anno, e ritorna esultante.
Ha visto la luce riposarsi nel cumulo di letame,
e rialzarsi nel frumento.
Come una talpa, il suo pensiero corre
lungo la cima dei filari.
Quale seme miracoloso avrà inghiottito
perché dalla sua bocca fluisca
il discorso senza fine del suo amore
come una vigna che si aggrappa alla luce del sole,
e come acqua che scroscia nel buio?”

Wendell Berry

Ringrazio gli amici della Fattoria di Vaira per avermi fatto vitalizzare questo pensiero.